Così si definisce parlando di sè e della sua attività di scultore del legno. Una atività che lo porta a trasformare tronchi e bozze in selvatici e ambienti, con una naturalità e una - apparente - facilità, quasi che all'interno dell'essenza fosse già presente l'opera d'arte. Semplicemente in attesa che qualcuno, con l'abile tocco delle proprie mani, la facesse nascere liberandola dell'involucro che la racchiude
Testo di Marco Ramanzini - Rivista Diana |